martedì 20 novembre 2012

Indossiamo vestiti al veleno ?

Vi invitiamo a leggere questo articolo apparso su www.giornalettismo.com


Indossiamo vestiti al veleno?

20/11/2012 - La denuncia nel rapporto internazionale di Greenpeace_ "Toxic Threads - The Fashion Big Stitch-Up"

Indossiamo vestiti al veleno?

Le grandi catene di moda vendono indumenti contaminati da sostanze chimiche pericolose che possono alterare il sistema ormonale dell’uomo o che, se rilasciate nell’ambiente, possono diventare cancerogene. È la denuncia pubblicata nel rapporto internazionale “Toxic Threads – The Fashion Big Stitch-Up” che Greenpeace lancia oggi da Pechino con una sfilata shock. Le analisi chimiche eseguite da Greenpeace su 141 articoli dei 20 principali brand di moda (Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H & M, Zara, Levi, Victoria ‘s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl) dimostrano il collegamento tra gli impianti di produzione tessile – principali responsabili dell’avvelenamento dei corsi d’acqua – e la presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti finali.
VITTIME INCONSAPEVOLI – “Vendendo prodotti contaminati da sostanze chimiche pericolose, le marche più famose del fashion ci stanno trasformando in vittime inconsapevoli della moda che inquina. Le sostanze trovate da Greenpeace, infatti, contribuiscono all’inquinamento dei corsi d’acqua in tutto il mondo, sia durante la produzione che nel lavaggio domestico” – spiega Li Yifang, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Asia orientale. Per ogni marca, uno o più articoli analizzati contengono NPE (composti nonilfenoloetossilati) che possono rilasciare i corrispondenti nonilfenoli, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo. I livelli più alti, superiori a 1ppm, sono stati trovati per i marchi ZARA, Metersbonwe, Levi’s, C & A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer (M & S). Per ZARA, inoltre, quattro dei capi analizzati risultano contaminati da alti livelli di ftalati tossici, e altri due presentano tracce di un’ammina cancerogena derivante dai coloranti azoici. “In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, ZARA deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione” – afferma Martin Hojsik, coordinatore della campagna Detox di Greenpeace International.
LA PETIZIONE DI GREENPEACE - Per convincere l’azienda spagnola a ripulire la filiera produttiva, Greenpeace lancia oggi una petizione a livello mondiale su www.greenpeace.org/italy/zara I capi d’abbigliamento analizzati sono stati prodotti soprattutto nel Sud del mondo con fibre artificiali e naturali. Essi comprendono jeans, pantaloni, t-shirt, abiti e biancheria intima disegnati per uomini, donne e bambini. I processi di produzione del settore mondiale del tessile utilizzano sostanze chimiche pericolose che viaggiano nei prodotti tessili dai siti di produzione a quelli di consumo. Ad oggi non esistono informazioni sui possibili problemi sanitari per chi indossa questi prodotti. Greenpeace chiede ai marchi dell’abbigliamento di impegnarsi ad azzerare l’utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020 – come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&M e M&S – e di imporre ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dai loro impianti.


mercoledì 13 giugno 2012

imu

3800 euro di imu come prima tranche.

il conte monti vlad continua a dissanguare le aziende.

se il salva italia affossa le aziende siamo sicuri che ha un nome appropriato?

giovedì 24 maggio 2012

equitalia

ieri mattina mi è stata recapitata per posta una cartella di equitalia .
nel dettaglio mi si contesta il mancato pagamento di un multa della polizia municipale del 2003.
non so cosa pensare.
intanto la mia auto è intestata all'azienda e le multe le paga la ditta.
difficile cercare documenti del 2003.
prima mi reco presso la polizia municipale che mi fece la multa nel 2003.
chiedo la ragione per cui da allora non ho ricevuto comunicazioni.
pare che loro abbiano notificato ad equitalia nel 2005!
non avendo ricevuto niente da equitalia mi reco presso la stessa.
oltre 100 persone davanti a me.
oggi non riesco a lavorare.
chi mi risarcirà per il tempo perso?

martedì 15 maggio 2012

i commercialisti

tempo di bilanci. i commercialisti ti spiegano che non si puó fare il bilancio in perdita.
le banche non vedono le perdite di buon occhio.
gli studi di settori ci impongono,pena il possibile arrivo dell'agenzia delle entrate, di dichiarare utili inesistenti.
ma se lo stato ci impone comunque di pagare potrebbe almeno farci risparmiare il dovuto al commercialista.
almeno avremo piú probabilità di fare il bilancio in utile.

venerdì 4 maggio 2012

In aereo

Sono di ritorno dalla Calabria.

E' la prima volta che ci vado in quarant'anni. La parola più in uso è crisi cosí come in toscana.

Un signore conosciuto questa mattina mi ha detto che ha saputo da qualche giorno che suo figlio sará licenziato a settembre.

Mi ha chiesto se in toscana

L'azienda veneta ha deciso di ridurre il personale e lui è stato nominato.
Come in un grande fratello mondiale in cui le reali soluzioni per fuggire ad una povertà cucitaci addosso sono i gratta e vinci e le slot machines .

Anche ryan air li vende a bordo dei suoi voli, si possono vincere anche un milione di euro, alcune persone li acquistano...

giovedì 3 maggio 2012

Riprendo a scrivere

Da piccolo imprenditore quale sono non posso far finta di niente.
Suicidi, giorni di ordinaria follia di persone che chiedono solo ad uno stato sordo di lavorare in pace meritano riflessioni.
Per questo riprendo a scrivere

Massimo Signori

lunedì 29 novembre 2010

Comitato per la rinascita di Prato- 21 dicembre 2010

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L'Araba Fenice organizza il 21 dicembre 2010 alle ore 21,00 presso il Cinema Terminale a Prato un appuntamento significativo per tutto il distretto tessile.

Ci saranno testimonianze di chi , sulla propria pelle, ha subito il declino del maggiore distretto tessile italiano.

Nel silenzio assordante di politici, associazioni di categoria e sindacati.